I 3 giorni e un pezzetto prima della chiusura di questa Volta

Premessa: come tutti i blog o i resoconti di viaggio che ho fatto in vita mia, spesso capita di rimanere molto indietro. Mentre scrivo la Volta è gia finita e il nostro viaggio sta gia mutando forma e sostanza, ma ho deciso, per non pubblicare cose troppo pesanti, di recuperare comunque in due o tre puntate. Iniziamo dalla prima…

Ci eravamo lasciati a Fafe, all’inizio di un grande concerto. Mi sembra doveroso riferire come è andata. Almeno un pezzetto. Il settimo giorno di viaggio si conclude egregiamente, con un concertone inaspettato di… Mikael Carreira!!!

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lui dal maxischermo, che lo rende grande ma mai abbastanza!

Ebbene si! L’idolo di questi tre mesi estivi (e non solo…ha colpito anche nel recentissimo passato) era a pochi metri da me. La folla ne cantava le canzoni (capolavori che saranno ricordati da ora a per lo meno marzo/aprile)…cioè…quelle famose. E tale fama ci ha colpito mentre eravamo ancora nel Camper! Immaginate. Ma ad attenderci c’era anche la “zona Volta” e quindi alè, sorseggiando caipirinhas a volontà tutto assume un nuovo aspetto. Finito il concerto di “o o o oooo” e “contigo” vari, immediatamente si crea il vuoto intorno a noi.
Torniamo quindi in camper. Domani giornata di riposo per la Volta, ma non per noi.

8 – Fafe – Guimaraes
Dividersi e rincontrarsi durante la pausa della Volta

Mentre Daniele rimane a Fafe per una conferenza stampa, io Massi e Luca prendiamo Camper e andiamo a Guimaraes. Le due zone sono molto vicine…Daniele ci raggiungerà in serata prendendo l’autobus. Non prima che a Fafe sia tornato anche Luca che viene a Guimaraes per prendere alla stazione del treno la ragazza Deniz, con la quale ha affittato una stanza per la notte di cui lasceranno le chiavi a me e Massi fino al loro ritorno, insieme a Daniele. …Camper si risparmia tutti questi trasporti: arriva vicino al castello di Guimaraes, sotto un bell’albero, e li ci fa da base per buone 24 ore. Il mio consiglio per chi va a Guimaraes in Camper mi sembra abbastanza esplicito.
La città è carinissima, anche se microscopica. Qui è nato il Portogallo, ci tengono a sottolineare gli abitanti. E girando con molta calma io e Massi, dopo aver salutato la coppietta, ci vediamo nell’ordine:

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largo Republica do Brasil e in fondo Nossa Senhora da Consolacao

il Largo Republica do Brasil, la Igreja da Nossa Senhora da Consolacao, la chiesa di S. Francesco, una manifestazione folclorica interculturale, una pasticceria caratteristica, una mostra sui rifugiati a Macao, una mostra sul disegno a matita, il centro di informazioni turistiche, il Palazzo dei Duchi di Braganca, il castello. E facciamo anche due lavatrici e la doccia. Non mi dilungo sui dettagli di questi luoghi che abbiamo attraversato (in realtà ne ho saltati anche molti), ma una cosa la devo dire. Sono riuscito a fare una foto a massi assieme a delle ragazze!20170811_191354 Due belle bulgare in costume. Non sono le meninas da Volta, va bene, ma è comunque una vittoria morale (per chi non dovesse capire a cosa ci si riferisce, veda nella prima puntata cosa è accaduto a Braganca).
La sera ci riuniamo con il resto della truppa e andiamo a vedere lo spettacolo, quello vero, fatto dalle compagnie di danze folcloristiche che avevamo incontrato per strada. Bulgaria, Messico, Indonesia e India. 4 paesi. E la presentatrice della serata, in modo molto professionale, per ciascun paese ha detto quale fosse la capitale. Vabbeh…c’entrava poco ma pazienza no? No! In due casi s’è superata. Un livello altissimo l’ha raggiunto quando ha chiesto al pubblico di indovinare quante isole componessero l’arcipelago indonesiano. Ma l’apice è arrivato quando ha esitato in questo modo: “Messicoooo…Messico, la cui capitale è citta del…-rapida occhiata alla cartellina- Messiicooooo”. Per non parlare del fatto che dell’India sia riuscita a dire che è la più grande democrazia del mondo…e tutto ciò grazie a Gandhi. Meraviglioso!
Se non altro lo spettacolo era carino e i danzatori molto bravi. Belle le coreografie, belli i costumi. Peccato anche li che la professionalissima presentatrice abbia indugiato un po’ tanto sui costumi…tanto che ad un certo punto sembravano abiti in vendita.
Proseguiamo la serata tra un concerto gratuito e il centro, vissuto molto densamente da turisti e gli ultimi studenti rimasti. Poi, a letto. Il giorno di riposo è finito.

9 – Guimaraes – Santo Tirso – Porto
arrivo in montagna, interviste brille e serata di mondo

Ce la prendiamo comoda alla partenza da Guimaraes, anche perché è nostra intenzione andare direttamente all’arrivo della tappa a Santo Tirso, e poi le lavatrici di ieri…beh…l’asciugatrice è davvero un elettrodomestico che non rispetta le aspettative minime suggerite dal nome stesso. Un po’ come la piscina. Comunque dopo una colazione al bar riusciamo a partire e saliamo verso l’arrivo della tappa odierna.
Santo Tirso, infatti, è ancora un finale in salita per i corridori. Noi arriviamo in Camper, ci sistemiamo sotto un’ombra che dura poco, e andiamo.

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la lunga attesa davanti al maxischermo…

Riusciamo a mangiare dentro il “villaggio”, e poi l’attesa si fa subito lunga. Poco prima dell’arrivo dei primi corridori ci attiviamo e ci andiamo a disporre li dove si può sperare di prendere qualche immagine interessante…o di vedere qualcuno di interessante…in poche parole, ci perdiamo. Per lo meno IO mi perdo. Ed è un bene, perché mi infilo nel percorso qualche metro dopo l’arrivo e riesco a fare un paio di video interessanti per il documentario. Per lo piu ciclisti che arrivano finiti,

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il ciclista che, all’arrivo, ho visto piu volte sull’orlo del collasso.

lanci di bottiglie, assalti di giornalisti…insomma, cose che ho gia raccontato. Poi un giro in allegria a perdermi tra la “Domenica In” portoghese che trasmetteva in diretta da li sopra, il santuario, il panorama…fino a quando apprendo che mi stanno aspettando tutti al camper. E allora via, partiamo…e ci fermiamo dopo pochi metri: alcuni tifosi abbastanza allegrotti ci fermano e ci dicono di scendere perché lì con loro c’è il padre di Rui Vinhas, quello che ha vinto la Volta l’anno scorso. Io ci credo poco, ma per sicurezza Massi, Luca e Daniele scendono. Risalgono piu contenti e piu allegrotti anche loro, sia perché quello era davvero il padre di Vinhas, sia perché quelli erano davvero molto allegrotti e hanno offerto allegritudine a tutti, che non hanno disdegnato. Certe immagini e scene, del resto, ti cercano e ti trovano. E se stai girando un film/documentario non puoi certo tirarti indietro. Questo lo penso adesso…che ancora non ho visto un secondo di quello che è stato ripreso durante questo fortunoso e alcolico incontro…poi vedremo.
Partiamo da Santo Tirso e andiamo prima in sala stampa, dove pare che ci possa intervistare l’ANSA portoghese (ma così non sarà), poi verso Porto, dove lasciamo Deniz presso casa di amici, e andiamo alla ricerca di un posto dove scaricare il Camper. Prima di ripartire, però, mi soffermo a osservare la vetta

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Fumo su Santo Tirso

dove ci trovavamo un poco prima, coperta dal fumo dell’ennesimo incendio che sta devastando il Portogallo questa torrida estate.
Infine rotta verso Porto, dove lasciamo Deniz presso casa di amici, e andiamo alla ricerca di un posto dove scaricare il Camper. Finiamo così a Villanova de Gaia, ma dopo le 22 i campeggi non ti stanno nemmeno a sentire. Il terzo e ultimo però ci fa scaricare, per la modica cifra di circa 8 euro. Andiamo a dormire vicinissimo al ponte che collega Gaia al centro di Porto (per gli amici di Camper: non esiste un posto dove parcheggiare tranquillamente in zona, se non la domenica), e poi andiamo in cerca di cibo, che troviamo solo al 77 (il locale che da un bel po di anni vende il numero piu alto in tutto il Portogallo di birre Sagres formato mini, e dove trovi sempre da mangiare qualcosa), dove ci raggiungono Vittorio e Deniz. Nei pressi di questo locale la vita è davvero tanta: è complicato camminare tra la folla ed è altrettanto complesso evitare di socializzare con qualcuno, ma noi siamo distrutti e pensando e illudendoci di far faville la sera successiva, andiamo a dormire.

10 – Porto – Gondomar – Porto
la seconda partenza, la vittoria morale, l’esosità dei campeggiatori di Gaia e l’attesa del pacco

Sveglia, colazione, partenza. Ormai siamo rodadissimi. Arriviamo alla partenza da Gondomar in tempissimo. O quasi. Cose da mangiare non ce ne sono praticamente piu. In compenso riusciamo a intervistare un buon numero di persone, tra cui due meninas! E Massi, ormai disinvolto o forse incauto, era proprio li vicino! Tuttavia non lo incastriamo in imprese a lui indesiderate, ma io gia so che si sta pentendo amaramente della sua casta decisione. E se non si sta pentendo ora, lo farà. Prima o poi. Gondomar è anche famoso per i lavori in filigrana. 20170813_142618Non siamo riusciti a capire se è una tradizione storica ne da dove venga, ma oggi è così e devo dire di aver visto cose davvero belle.
Finiamo il nostro lavoro e iniziamo a tornare verso Gaia, puntando l’oceano. Sebbene l’idea fosse quella di farsi un bagno rigenerante, e sebbene le condizioni meteo fossero 20170813_200238ottimali, dopo il pranzo decidiamo di fare mezz’oretta di sonno (mentre Luca parte per andare a Porto, dalla ragazza). La siesta però finirà alle 18, in tempo in tempo per dare una pulita al Camper, fare due passi sulla spiaggia, 20170813_200016fare un paio di docce e tornare a ripetere l’operazione carica/scarica a Gaia. Stesso prezzo di ieri, ma in un altro campeggio. Diciamo che i campeggi non sono proprio economici in zona. Uno ha addirittura rifiutato di offrirci l’opportunità di entrare solo per il carico/scarico. Ci ha detto proprio “noi non lo facciamo”…ho provato a precisare che, ovviamente, avremmo pagato e…: “22 euro” è stata la risposta. La sua. La nostra è stata “ciaone”. …e peccato che sia passato così tanto tempo e io non ricordi il nome del campeggio in questione perché lo condividerei volentieri…se capitate da quelle parti casomai provate a chiedere prima se vi fanno solo caricare e scaricare.
Partiamo poi per Porto, per parcheggiare e dormire vicino alla stazione dei bus da dove domattina partiranno tutti tranne me. Io infatti andrò all’aeroporto, per ritirare un pacco dall’Italia molto prezioso… Daniele, Massi e Luca partiranno invece alle 8 per raggiungere uno dei passaggi piu  importanti e centrali di tutta la Volta, quello che è un po’ lo spartiacque dell’intera competizione: Alto da Torre.
Cerchiamo la stazione e la troviamo. Cerchiamo un parcheggio e lo troviamo… ma è già tardissimo e in periferia, anche se l’atmosfera è tranquilla, trovare cibo è complicato. Ce la caviamo egregiamente con un posticino in cui mangiamo francesinhas buonissime e gigantesche (posti economici in città sono in via di estinzione ma ancora resistono. In periferia è piu facile trovarne, ovviament), paghiamo poco, ci riuniamo con Luca e Vittorio, e poi ci ritiriamo, accolti dal nostro bel Camper.
p.s.) vince la tappa Vicente de Matteos in volata, ma per la classifica generale cambia abbastanza poco e Raul Alarcon resta maglia gialla e non sappiamo a chi è andata la caffettiera. Speriamo tuttavia che questo non vi impedisca di sostenere il nostro progetto per il film sulla Volta del Portogallo!

di Maurizio Archilei

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